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COMUNE DI ONORE
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24020 Onore (BG)
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A soli 39 chilometri da Bergamo - per l'ambiente che lo circonda, per la quiete che vi regna, per le attrezzature di cui è dotato, per la cordialità dei suoi abitanti - Onore è oggi uno dei più interessanti e ricercati centri di villeggiatura dell'altopiano di Clusone.

La piana urbanizzata di Onore è situata ai piedi di una scarpata naturale esposta a sud che rappresenta il limite di un antico "terrazzo" fluvioglaciale, elevato una cinquantina di metri sull'area ad un’altezza di 700 metri sul livello del mare.

E' ubicata in vicinanza della sponda sinistra del torrente Gera. Limitata a nord dalla strada che percorre la valle di Tede, a nord - est dalle pendici del monte Pora, da est a sud - est dal torrente Righenzolo, a sud dall'altipiano di Falecchio, ad ovest dalla sponda sinistra del torrente Gera, a nord-ovest dalle frazioni di Poerza, Ombregno e Brugai. L'intero territorio ricade nel bacino imbrifero dell'Oglio.

L'intera piana è costituita da alluvioni, terrazzate recenti, separate da piccole scarpate morfologiche dalle face alluvionali attuali dei due torrenti, una ventina di metri più in basso.

Ad esclusione della piana, il territorio è orograficamente molto movimentato, pur non presentando rilievi e massicci degni di nota.

Rilievi montagnosi e collinari: monte Cornet m. 1429; punta Vallevrina m. 1401; cima di Campo m. 1365; altipiano Pù m. 841; altipiano di Falecchio m. 904.

Numerose famiglie portano il cognome - Schiavi - che ricorda i "dannata ad metalla" che lavoravano nelle minieri romane di Castione della Presolana. Le attività commerciali legate anche al turismo ed un fiorente artigianato sono le basi dell'odierna economia di questo paese, che recentemente si è dotato di numerose attrezzature sportive - culturali, sia pubbliche sia private, atte a favorire ed a incrementare il turismo. Ricordiamo il campo di calcio con tribune coperte; il centro sportivo dotato di campi da tennis, campi da bocce, campo polivalente per pallacanestro, pallavolo, calcetto; la palestra naturale d'arrampicata libera; il parco pubblico attrezzato; il Campeggio Don Bosco; la palestra; la pista di sci da fondo; il percorso vita; il percorso orienteering; la biblioteca …

L'etimologia del nome "ONORE" trova i suoi fondamenti, come del resto è il caso di molti altri paesi in Italia e in Europa, nella specie arborea che prevalentemente popolò il suo territorio nel passato: l'alnus, ovvero l'ontano, che in dialetto bergamasco è chiamato "unés".

Si tratta dell'ipotesi più accreditata anche se ve ne sono altre più recenti che indicano Onore derivante da Lanorium (paese della lana) e, successivamente, da Honore (complesso dei diritti del feudatario). Nei musei Vaticani, nella Galleria delle Carte Geografiche, è affrescata una grande carta dell'Italia del Nord nella quale è indicato anche Onore con il nome di Honore.

Onore conobbe un periodo di grande splendore nell'alto medioevo dovuto, principalmente, alla sua favorevole ubicazione.

Sorge, infatti, sulle rive del torrente Gera il quale, all'altezza dell'abitato di S.Lorenzo, cambia il proprio nome in Borlezza ed è immissario del Lago Sebino a Lovere, che rappresentava la via più breve e comoda per raggiungere Bergamo con le merci. A tutto ciò si aggiunsero la ricchezza e l'abbondanza dei pascoli, usati per lo più per le greggi.

Ma ad Onore non si commerciò solo la lana delle pecore, ma anche legname. In un documento del 1500 circa, conservato nella Biblioteca Maj di Bergamo, si trovano notizie circa una "pesta" o Pestù", nella quale era pestata la scorza degli ontani per produrne carta oppure utilizzata, all'occorrenza, per l'orzo. Seguirono periodi meno rilevanti.

Una supposizione, parecchio accreditata nella tradizione popolare, è quella che attribuisce i natali a Narno, considerato primo vescovo di Bergamo precedente a S.Alessandro e vissuto nel IV secolo. La valle del Borlezza era chiamata Larna in onore di S.Narno.

Onore visse poi le stesse vicende della grande storia e nel periodo fascista perse la sua autonomia amministrativa venendo associato al Comune di Castione della Presolana. Fu ricostituito nel 1958 con Decreto del Presidente della Repubblica.

Onore, di fronte al quale si erge, in lontananza, il massiccio dolomitico della Presolana, è anche punto di partenza per numerose e salutari passeggiate. Così, in merito è scritto sulla "Guida illustrata dell'Altipiano di Clusone", edita dalla Tipografia Giudici nel 1913: "Onore è circondato da alti e vigili monti che levano il loro profilo nel cielo. Varie, facili si presentano le escursioni e, fra le migliori, alla regione Canechel che si può effettuare in gran parte fra ameni sentieri, passando per Ombregno, sulla costa dei Grumelli.

Oltre il passaggio bellissimo che si ammira da questa altura fino alla Cantoniera, la Presolana offre agli occhi del turista, in linea pura, le caratteristiche bellezze delle sue bianche punte rocciose. Toccando Froses e i Valloncelli, si segue la Valle di Varro e si va alla regione Tede ove estese, verdeggianti, fiorite praterie invitano i gitanti ad un alt per la colazione o per un beato riposo …

Per chi ama camminare sui tappeti, una comoda passeggiata alla regione Pù è veramente ideale".

La regione Moia può essere meta di una gita dilettevole; una strada mulattiera fra boschi d'abete mette a Falecchio, m. 1000, e da qui passando per Bracchio va al colle Viti, da cui si gode di profilo tutta la vista delle valli di Righenzolo e Frucc. Scendendo poi nella valle, si può seguire il sentiero che sale dolcemente e porta alle alpi di Valmezzana e Ramello della Corna, ove trovasi una sorgente di acqua ferrugginosa detta "l'acqua del Borno", cui i villeggianti attribuiscono qualità medicamentose non comuni.

Attrattiva principale del paese, sotto il profilo artistico, è sicuramente la chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria Assunta (festa patronale il 15 agosto), del XVIII secolo, eretta su un'altura all'entrata dell'abitato, su progetto che si vuole di Andrea Fantoni. Nel 1909, sotto la direzione dell'architetto Elia Fornoni, essa fu prolungata, con l'aggiunta di un atrio interno limitato da un monumentale arco serliano.

La facciata, pure designata dal Fornoni, è sobria: ha paraste ioniche e un elegante protiro ripara il recuperato portale in arenaria scolpita, con l'effigie dell'Assunta in bassorilievo. Lo spazio interno è dominato dallo splendore degli altari Fantoniani, intarsiati alla maniera dei Manni, con medaglie al paliotto. Tra i dipinti di valore la pala dell'Assunta, nell'icona centrale, attribuita ad Enrico Albrici.

La Madonna con i Santi Narno, Sebastiano e Rocco, in cornice intagliata, è di Domenico Carpinoni, al quale si possono attribuire anche i Misteri del Rosario. L'Adorazione dei Magi è assegnata ad Antonio Cifrondi e lo Sposalizio di S. Caterina è di Lattanzio Quarena. Ricca la dotazione di arredi sacri, mentre l'organo, fabbricato dai Perolini di Villa D'Ogna nel 1776, fu restaurato nel 1872 da Giovanni Tonoli di Brescia.

Interessanti, sotto il profilo della tradizione, sono le chiese minori: quella dedicata a S. Antonio Abate, lungo la strada per la Val di Tede, e quella dedicata a S. Antonio da Padova, in località Righensol. Sulla facciata di una casa di Onore un grande affresco raffigura S. Alberto che falcia l'erba. Lo stemma di Onore riporta i simboli della sua trascorsa attività: in alto i fusi per filare la lana, in basso un bosco di abeti e una pecora che ricorda il passato agricolo del paese.

AltitudineMt. 700 s.l.m.
SuperficeKmq. 11,59
Estensione abitataKmq. 3,26 (28,12%)
Estensione non abitataKmq. 8,38 (71,88%)
FrazioniPoerza, Brugai, Ombregno
Abitanti (al 31.12.2003)750



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